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Ambiente : catastrofismo o ottimismo?
Non mi schiero ma agisco
di Giusi Binetti
Negli anni Cinquanta la televisione muoveva i primi passi e tutti,
adulti e bambini, si rimaneva talmente affascinati dai suoi messaggi
che ogni valutazione acquistava autenticità ed autorevolezza
solo per il fatto di essere stata elaborata o semplicemente proposta
dal piccolo schermo. I fantasmi del regime ancora
aleggiavano prepotenti e forse per rifuggirli scattava un meccanismo
perverso e manicheo che imponeva la scelta tra due possibilità,
entrambe però totalizzanti e assolute.
Sei per Coppi o Bartali?, Mina o Milva ?, Omo o Olà ?, Lancia
o Alfa Romeo ?, Motta o Alemagna ?, Leocrema o Nivea ?, Palmolive
o Lux ?
Non c’era scampo: schierarsi era d’obbligo.
La scelta era una fede.
Conseguenza del consumismo? O abbuffata di proposte, stimoli,
provocazioni. Chissà.
E’ un fatto però che nel tempo lo spettatore abbia
via via sviluppato un miglior senso critico, certo aiutato dal
superamento dei limiti della pazienza, ma anche
dalla maturazione di una salutare diffidenza.
Non dico che la sòla oggi la si riconosca da lontano,
ma desta ormai qualche sospetto una troppo strombazzata sottolineatura
a tinte rosee a favore di un prodotto o di un personaggio osannato
dall’opinion maker del momento. E, soprattutto,
non ci si accontenta più della scelta tra due sole opzioni.
Anche la politica dei due Poli pare abbia fatto il suo tempo,
o, meglio, abbia mostrato i suoi limiti soprattutto a causa di
quel fenomeno che caratterizza da sempre la nostra nazione: il
più assoluto dirompente individualismo.
Abbiamo però una novità. Oggi si tratta di schierarsi
tra i catastrofisti e gli ottimisti
su un tema che negli ultimi anni ha acquistato importanza crescente
: l’ ambiente, il suo stato, la sua tutela. E gli italiani
hanno rispolverato il vecchio abito o bianco o nero caro alla
loro vocazione ad essere intruppati.
In queste more, purtroppo, non se ne esce se non con un’auspicabile
decisa azione delle amministrazioni preposte a prendere decisioni
per il futuro dei cittadini.
Mi pare che nessuno abbia fretta di agire, ma ho il sospetto
che ancora una volta sarà determinante quanto faranno
le Donne. Le maestre a scuola, le mamme con i figli,
le casalinghe in casa, le consumatrici con i propri acquisti e
la comprovata influenza sugli acquisti al maschile: saremo noi
Donne a influenzare in modo, speriamo, irreversibile i comportamenti
affinché diventino ecologicamente responsabili.
Non possiamo che augurarci tutti un futuro di sobrietà
dal quale nasca una maggiore attenzione agli sprechi di quanto
è inutile, se non dannoso, e un’abbondanza copiosa
nell’ uso delle energie umane impiegate nella ricerca di
verità e bellezza.
LINK UTILI
Consigli per scelte quotidiane eco-responsabili: www.viviconstile.org
Basta auto, andiamo tutte in bici: www.fiab-onlus.it
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