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"Le memorie di Adriano" - La sensibilità di una grande scrittrice
di Sabrina Lucini
Come può una donna dei nostri giorni immedesimarsi nei pensieri di un imperatore vissuto duemila anni fa e costruire un romanzo storicamente valido, e al tempo stesso emozionante, profondo ed attualissimo?
Sto rileggendo "Le memorie di Adriano" e ad ogni pagina resto ammirata dalla sensibilità con cui la grande Marguerite Yourcenar è riuscita a costruire un capolavoro che, parla della vita, dell'amore e soprattutto della morte, attraverso i sentimenti ed i pensieri di un vecchio e stanco imperatore Adriano.
Ciò che più colpisce è che le riflessioni di Adriano potrebbero essere quelli un uomo dei nostri giorni, nonostante il passaggio di quasi 18 secoli.
Il romanzo infatti tocca temi quali i viaggi, la ragion politica, la passione per il bello e per la filosofia, ("Io sono come i nostri scultori; l'umano mi appaga, vi trovo tutto, persino l'eternità") , i problemi della vita quotidiana:
("Che cos'è l'insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti (…) il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia del sogno? L'uomo che non dorme (..) si rifiuta più o meno coscientemente di abbandonarsi al flusso delle cose").
Non mancano poi riferimenti al tema dell'amore sviluppati sia attraverso il racconto di annoiate avventure di gioventù, sia, soprattutto, attraverso la passione fortissima dell'imperatore per il giovane e bellissimo Antinoo ("confesso che la ragione si smarrisce di fronte al prodigio dell'amore").
Il tema dominante del romanzo è però quello della morte, che incombe inesorabile nei pensieri del protagonista, stanco e malato.
("come il viaggiatore che viaggia fra le isole dell'arcipelago vede levarsi a sera i vapori luminosi, e scopre a poco a poco la linea della costa, così io comincio a scorgere il profilo della mia morte").
E' struggente in particolare proprio la frase finale del libro, in cui la Yourcenar fa citare ad Adriano, uomo di grande cultura e sensibilità, alcuni versi realmente scritti da lui:
"Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti...". |
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