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LA SCHEDA FILOSOFICA
di Davide Busi

NOME Immanuel

COGNOME Kant

NATO A Köningsberg

UOMO DEL Settecento/Inizi Ottocento (1724-1804)

CORRENTE DI PENSIERO Crea un uno dialettico tra la corrente razionalista (basata solo sulla razionalità) e quella empirista (basata solo sull'esperienza). Sostanzialmente è un pre-idealista. [Figlio dell'illuminismo].

DUE NOTE BIOGRAFICHE Nasce a Köningsberg e vi muore. Nonostante sembri una battuta non ha mai oltrepassato il confine della sua città natale. Nessun figlio illegittimo, nessuna moglie o relazione di alcun tipo. Era un gran frequentatore della buona società, o meglio: invitava spesso a casa amici (le persone facevano la fila per andare a pranzo da lui, pare fosse un ottimo conversatore). Piccola curiosità: conosceva a memoria la cartina geografica di Londra (pur non essendoci mai stato) ed intratteneva scambi epistolari con moltissimi suoi "amici" (pur non avendoli mai incontrati di persona! [Libro consigliato: "Gli ultimi giorni di Immanuel Kant di Defoe_Esiste anche uno spettacolo teatrale diretto da Corrado Delias con l'omonimo titolo].

IL PENSIERO IN BREVE Troppo vasto per essere sintetizzato (come quello di ogni filosofo). [Sito consigliato: www.filosofico.net].

IL PENSIERO IN UNA FRASE "Il cielo stellato sopra di noi, la legge morale dentro di noi" [Questo è anche l'epitaffio scelto dai concittadini di Kant, ripreso dalla parte finale della "Critica del giudizio"].

UN LIBRO PER CONOSCERLO Oltre a quello sopra citato, consiglierei "I sogni di un visionario spiegati coi sogni della metafisica", un testo introduttivo-divulgativo qualsiasi della "Critica della ragion pura, pratice e del giudizio" [ne esistono moltissimi], ed infine gli stessi "Critica della ragion pura, pratice e del giudizio" [Ha uno stile molto chiaro, lineare e semplice da comprendere].

PERCHE' LEGATO A QUESTO TEMA E' legato al tema in modo molto indiretto se si prende in considerazione il senso giuridico-sociale della parola "ambiente". Recuperando l'etimologia prima: ambiens che significa "circondare", invece, ci permette di comprendere quali siano le nostre possibilità conoscitive e gnoseologiche. Dice, in poche parole, che la realtà che osserviamo è rinchiusa in spazio e tempo (che sono gli unici modi con cui noi possiamo studiare oggettivamente il mondo) e che perciò ciò che ci circonda è una nostra rappresentazione. Per ultimo, ma non meno importante, definisce i limiti entro i quali può operare la conoscenza oggettiva, eliminando ogni certezza metafisica e riportando l'uomo ad un più forte attaccamento alla terra.

COSA DIREBBE DELLA FRASE "DONNE CON LE TETTE LE PALLE LASCIAMOLE AGLI UOMINI" Credo sarebbe estremamente d'accordo, nonostante, immagino, traviserebbe il vero senso della frase mutuandola a sfavore delle donne. Porrebbe le cosiddette "palle" ad un livello superiore rispetto alle "tette". Egli infatti (essendo figlio del suo tempo) distingueva il sublime associandolo al mondo maschile dal bello facendolo corrispondere alle donne. L'universo femminile era considerato inferiore. Trattate un po' come fossero un dolce e delicato petalo, le donne non dovevano sforzarsi troppo a pensare a questioni complesse per non perdere la naturale beltà. La retorica [a quel tempo disprezzata] (come dice Diderot) era l'unica disciplina (inferiore) che si poteva ben adattare alle "femmine".



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