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Creatività: andata e ritorno tra oriente e occidente
di Claudia Clerici

666 Fifth Avenue waterfall wall, 1957Se qualsiasi concetto è culturalmente e cronologicamente definito, lo è anche personalmente. Un pensiero, questo, che è affiorato alla mia mente quando ho iniziato a riflettere sulla parola "ambiente" e subito le sensazioni mi hanno riportata all'Isamu Noguchi Garden Museum a cui sono dedicate solo 16 righe in una guida turistica di oltre 480 pagine.
Spazi…

Noguchi (1904-1988), figlio della scrittrice americana Leonie Gilmour e del poeta giapponese Yonejiro Noguchi, ci ha insegnato che l'ambiente è uno spazio esistenziale più che fisico. In lui si incontrano Oriente e Occidente, l'intero percorso del sole in un confronto continuo tra culture differenti che hanno scritto la particolarità di una vita.
Il suo impegno artistico si fonde con la personale ricerca umana, volta alla definizione della propria identità che non verrà mai tradita, come non viene mai tradita la natura dei materiali prescelti con forme incapaci di rispettarli.
Il suo lavoro ci offre opere astratte in bronzo, legno, granito, basalto, argilla, ma anche sabbia e acqua, sempre nel tentativo di ricreare un rapporto perfetto con lo spazio e la luce circostanti.
Ma com'è possibile plasmare il granito, rispettandone la forza e la resistenza oppure sabbia e acqua nella loro costante mutevolezza? La risposta è in ciò che si prova di fronte alle sue creazioni, scoprendo che l'impossibilità può essere trasformata cambiando il punto di vista. Così le sue sperimentazioni diventano un anelito di fantasia…
Sculpture to be seen from MarsFantasia che nel 1947, di fronte al timore diffuso di una guerra atomica, assume il volto di Sculpture to be seen from Mars, un viso astratto scolpito nella terra che avrebbe dovuto informare eventuali abitanti extraterrestri che un tempo sul pianeta Terra era esistita una forma di vita civilizzata.
Ma si sarebbe potuto davvero parlare di civiltà di fronte alle macerie della distruzione atomica?
Così Noguchi non si ferma alla ricerca di una presunta perfezione estetica, ma si propone di modellare la terra in una sculpture of spaces che sia elemento pratico nella vita quotidiana. E questa è anche la volontà del Garden Museum che offre un ambiente capace di valorizzare la grande eredità dell'impegno sociale di Noguchi all'interno di un centro educativo con programmi grazie ai quali si approfondiscono i differenti punti di vista, lavorando sull'esperienza dei singoli visitatori.
Momo Taro, 1977-78Così è possibile confrontarsi su arte, architettura e design, si possono frequentare incontri di poesia discutendo con poeti contemporanei, le famiglie possono intrattenersi in attività manuali a partire dallo scoperta dei materiali naturali e gli adolescenti hanno l'occasione di mettersi in gioco nella creazione di un'opera, valorizzando il proprio sentire.
Dunque, come si legge nella guida, il museo è scomodo da raggiungere, ma ne vale la pena per non fermarsi alle seppur bellissime luci di Times Square e all'imponenza dello Skyline e fare così di ogni viaggio un'esperienza personale al di là di un rigido reticolato di vie.

Potete prendere la linea N o W fino alla stazione di Broadway (Queens) e procedere per circa 15 minuti di passeggiata fino a Vernon St.
Se invece di va di conoscere le innumerevoli linee di superficie, arrivano anche i bus e potrebbe capitarvi di incontrare una simpatica signora di mezza età, del centro Italia, che si rivolge a voi in italiano come se ci si conoscesse da tempo: fantastico!