Home  |  Sommario  |  Chi siamo  |  Contattaci
 
 
RUBRICHE ROSA SHOKKING

Intervista della settimana


Lubna

Cinema al femminile

Approfondimenti

No par condicio

Famiglia Rosa Shokking

50anni e dintorni

Sviperate

La Stronza

Scatola magica

Archi-tette

Sbisa'rre

Video Shokking

Scatti scattati

Angoli colorati

Mondo "L"

Altre storie

Shokking Art

Style

Visti di persona

Viaggi Rosa Shokking

Detto, scritto, fatto da altre

Link
 
 
 
  Quote Azzurre
il "quotato" e il "dequotato"
 
 
Quote Rosa
la "quotata" e la "dequotata"
 
 
Ad armi pari
il sondaggione tra la quota azzurra e la quota rosa della "settimana"
 
 
 
  Grido di battaglia


Inviaci anche il tuo!
 
 
 
 
Ambiente e donne al lavoro
di Francesca Gabetti

Da innumerevoli secoli e con il decisivo contributo di Lamarck, gli studiosi indagano su come le necessitá dovute all’adattamento ambientale possano influire sullo sviluppo della specie. Anche se l’eterno dilemma tra innatismo razionalista ed empirismo non è ancora univocamente risolto, oggi é comunque innegabile che nascere, crescere o vivere in un determinato ambiente, oppure sperimentarne un altro opposto, puó avere grandi ripercussioni sulla nostra vita futura. In particolare condiziona la strutturazione dei nostri “script” quotidiani, ovvero il nostro modo di sentire, interpretare e comportarci nelle diverse situazioni..

La premessa introduce il tema di questa “prospettiva”, che vorrebbe scherzare un po’ sulle impossibili, surreali e spesso comiche circostanze in cui puó trovarsi invischiata una donna quando “sperimenta” ambienti... ancora prettamente maschili!

Vi é mai capitato di prendere un aereo Milano-Roma o un Barcellona-Madrid (in questo senso Italia e Spagna sono purtroppo simili) alle 7 di un lunedí mattina? Voi, esemplare raro di donna lavoratrice-viaggiatrice, vi trovate catapultate nel bel mezzo di barbe rasate, giacche, cravatte e valigiette, a cercare di nascondere nella borsa di MaryPoppins il vostro foulard rosa shokking, insolita macchia di colore tra i grigi. Giovani rampolli in viaggio d’affari, aspiranti consulenti in gavetta, papá in trasferta settimanale, annoiati lavoratori-pendolari, vari pachidermici politici...e voi, una donna! Tutti vi sbirciano di sottecchi, immaginando il vostro ruolo aziendale.
Ovviamente siete sempre scartate qualche scalino prima del toto-top management, ma ormai fate finta di non saperlo e tirate dritto per il vostro imbarco anche se vi sentite scandite da un fascio di cento radar a raggi X.

Una volta in aereo, osservate le altre (poche) compagne donne e scoprite che l’universo sembra essere palesemente diviso in due: le agguerrite-aggressive, che simulano il disagio sfoderando le armi contundenti della femminilitá esagerata tipo mini gonne, viso tirato da creme-botox e calze a rete, e le timido-idealiste, che vogliono arrivare cosí come sono e ripiegano su scuri toni di tailleur taglio maschile. Vi chiedete da che parte state voi, ma vi sentite comunque un pesce fuor d’acqua.
E’ quello il preciso istante in cui torna miracolosamente a frullare nella vostra mente di donna lo spinoso dibattito sulle quote rosa. E questa volta vi soffermate a ragionarci.

Nel caso poi vi capiti di viaggiare con altri colleghi maschi, ecco il supplizio: se “scappa il bisognino Rocchetta-Tin-Tin”, le code alle toilettes femmnili superano di regola quelle della Cappella Sistina, mentre gli ometti in due secondi sono pronti (ti chiedi, tra l’altro: tutte queste donne nella toilette dell’aeroporto, poi sull’aereo dove sono?).
Per non parlare dell’impresa di gestire
borsa+computer+trolley+stivali+gioielli+cintura+creme di bellezza liquide ai controlli di sicurezza! Il tutto richiede dieci mani ed un quarto d’ora di preparativi, mentre i tuoi colleghi ancora una volta ti aspettano chiacchierando pacifici tra loro.
Buffo é, che spesso gli uomini non si accorgono neanche del nostro disagio ed affanno impellenti.

Sull’aereo, finalmente ti rilassi, ma ...occhio alla scollatura o alla gamba scoperta!I tuoi vicini di corridoio sono sempre pronti ad allungare la vista, è un dato di fatto che un lembo di pelle di prima mattina scatena improbabili decolli dell’immaginazione XY...

Altra situazione degna di nota è quella delle riunioni aziendali. Se i dati che menzionano un misero 2% di donne tra i consigli d’amministrazione sono reali, è ovvio che la possibilitá di contare sulla presenza di un’altra girl al tavolo ovale scarseggia alquanto. Durante una riunione, cosa é meglio indossare perché l’attenzione non si catalizzi su di te e rimanga sui contenuti? Come evitare riunioni notturne senza scadere in banali cliché “mamma isterica”?

... Italia e Spagna, inutile negarlo, sono due realtá dall’ambiente aziendale ancora decisamente maschilista e gerarchico. Battutine e commenti poco gradevoli su forme, capacitá ed aspetto estetico sono cosí all’ordine del giorno che, ahimé, passano quasi inosservati. In Spagna per lo meno, sembra che le donne siano state capaci di alzare barriere di dignitá un pochino piú alte...(dicono sia merito della TV che non propugna a ritmi martellanti il Modello-Velina).
Nel nord Europa ottengono rispetto, da noi ancora lontano anni luce.
In un’azienda italiana che conosco le donne (e solo loro!) sono state addirittura obbligate a seguire un corso di buone maniere (negli Stati Uniti sarebbe scoppiato un caso). In un’altra, l’Amministratore Delegato assumeva solo girls perché “piú abituate a subire senza protestare”. Centinaia di casi di ragazze giovani che, dopo un’esperienza traumatica di questo tipo, finiscono ogni anno dallo psicologo.
E poi, dulcis in fundo, in Italia il mobbing resta impunito anche a livello legislativo...

Per fortuna peró abbiamo la forza e lo spirito di scherzarci sopra, raccontando episodi divertenti come quelli dell’aereoporto o della sala riunioni, ce ne sarebbero migliaia. Ne ridiamo tra noi ed anche con i colleghi uomini, che, spesso consapevoli, giocano complici a sdrammatizzare...
Le donne si sono create un’autodifesa di autoironia propria che non le protegge peró dal soffrire dentro, per quel senso di inadeguatezza e frustrazione che spesso sono legati ad un ambiente non molto amico del rosa (shokking) e dai colori decisamente troppo azzurri.

Fondamentale diventa peró non arrivare mai a pensare che non ci sia piú nulla da fare. In questo modo, si estinguerebbe davvero una specie. E se il trucco fosse iniziare a non avere paura di imporci o di sdegnarci quando necessario, porre noi per prime nuovi limiti al gioco dei ruoli? Cogliere di sorpresa l’ambiente per vivere nuove sensazioni e magari, perché no, un giorno ribaltare l’equilibrio. Sembra intrigante, voi che ne dite?