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DONNE, VOGLIATEVI BENE
di Sabrina Sasso
Scrivo quanto segue non per vanità autobiografica, ma sperando di cuore che tutte le donne che vivono una storia d'amore che le rende infelici, trovino il coraggio di mollare tutto e di imparare ad amarsi.
Per tutta la vita ho cercato l'amore ed invece non facevo altro che collezionare bidoni.
Dopo il divorzio e la storia invivibile che lo succedette e durante la quale praticavo l'inzerbinimento più assoluto, mi convinsi che, perseverando e lasciando da parte le distrazioni insulse, sarei andata verso una storia d'amore bella, sana, alla quale ogni donna deve aspirare.
Solo che costava fatica. E stare da sola per due anni non è facile, soprattutto se per "da sola" s'intende rien de rien e non "intanto che mi guardo intorno sto con questo".
I figli, certo, li adoravo, ma sto parlando di un'altra cosa.
Col passar del tempo mi accorsi di stare sempre meglio, pianti più rari, pensieri più positivi, insomma, cominciai a star bene con me stessa e questa condizione sarebbe stata fondamentale per poter riconoscere ed accogliere l'uomo della mia vita.
Mi divertivo, avevo tanti amici, uscivo, ma non disdegnavo di stare in casa anche da sola. Ricominciai con la mia grande passione, la lettura, e mi iscrissi ad un corso di salsa cubana.
Intendiamoci, non è che avessi raggiunto lo zen, avevo i miei momenti, però avevo scelto di star bene da sola, piuttosto che male in coppia.
Credo che questo sia il nodo cruciale: rimaniamo in storie da film dell'horror solo per non restare da sole, forse perché sappiamo quanto sia difficile, oggi come oggi, trovare un nuovo compagno valido. Ed allora ci raccontiamo le favole: "ma sì,tanto sono tutti uguali", "dopotutto - dopotutto ?? - lui è migliore della maggior parte degli uomini che ci sono lì fuori", eccetera eccetera.
Ma credetemi se vi dico che stavo mooolto meglio di prima e che, dopo anni, era una riscoperta per me poter godere anche delle piccolissime cose ed una conquista accettare tutto come veniva.
Avevo passato una vita spendendo tempo ed energie in situazioni assurde e poi un bel giorno avevo aperto gli occhi e finalmente avevo deciso di prendere in mano la mia vita e viverla, non mi limitavo più a scavalcare i giorni in attesa che il tal dei tali cambiasse (architettando l'impossibile pur di riuscirci), cosa che non succedeva mai se non in negativo.
Avevo imparato a mie spese che se uno non mi filava è perché non mi voleva, non perché aveva subito un trauma quando aveva tre anni e se mi trattava male non era perché aveva la mamma cattiva, ma perché era un idiota!
Insomma avevo detto basta alle giustificazioni.
Mi fidanzai con me stessa regalandomi tanto di brillucicantissimo solitario, barattato con dell'oro vecchio e questo gesto simbolico mi rese molto felice.
Fu durante questo periodo sereno, nel quale mi sembrava di aver capito tutto o quasi sulle relazioni amorose e sugli uomini, che mi imbattei nel peggiore relitto d'uomo che ci sia sulla terra.
Cosa diavolo mi colpì in lui rimane ancor oggi un mistero dal momento che era molto più vecchio di me, non bello né attraente, ignorante ed ottuso come pochi.
Dopo l'unica uscita a cena, avrei dovuto darmela a gambe perché era venuto fuori un quadretto della sua vita a dir poco sconcertante. Parlò quasi sempre di se stesso, di quelle che lui considerava le sue prodezze che in realtà erano i vaneggiamenti di uno sclerotico pieno di sé. Invece, successivamente, continuai a dargli corda al telefono anche se, quando ebbi conferma del fatto che l'elemento era da manicomio, la fiducia in me stessa che avevo acquisito mi tornò utile e gli dissi di smetterla con le dichiarazioni d'amore non gradite. Per com'ero fatta prima, probabilmente me lo sarei fatto piacere ed avrei passato i guai come al solito.
Lui, ovviamente, la prese male e minacciò di vendicarsi. Non sto qui a raccontare cosa gli feci vivere, per non impressionarvi, vi dico solo che è sparito dalla circolazione. Puf!
A me non la si faceva più impunemente, avevo imparato a farmi rispettare dagli uomini perché avevo rispetto di me stessa.
Fu allora che iniziò tutto.
Conoscevo Massi da anni, siamo colleghi ma svolgiamo lavori differenti e quindi non c'erano che contatti sporadici nella pausa caffè o rari incontri in azienda. Cominciò a cercarmi sempre di più al telefono, al lavoro, credo dapprima senza sapere bene perché, come d'altronde neanch'io mi spiegavo il motivo per il quale ero così contenta di sentirlo.
C'era soprattutto una cosa che mi piaceva di lui: mi sentivo tranquilla. Mi emozionava ma era un'emozione "buona", senza agitazione. Non riuscivo però ad abbandonarmi ai sentimenti che già stavano nascendo perché, essendo lui più giovane di me, avevo molti timori.
Nonostante il fatto che io fossi solo amichevole con lui e non lasciassi spazio a fraintendimenti di altro genere, lui c'era. Sempre.
Mi piacque molto il suo atteggiamento chiaro, sincero, di chi dice "provo qualcosa di molto forte ma ho paura anch'io".
Da quel momento, però, lui riuscì con naturalezza a vincere tutte le mie diffidenze ed a far sì che mi lasciassi andare a quella che considero la storia della mia vita, la più bella, la più importante.
Posso aggiungere che con lui sono felice e che sono fermamente convinta che questa felicità si possa raggiungere SOLO se in primis stiamo bene con noi stesse e torniamo a farci un po' rincorrere, a non giustificare più comportamenti inaccettabili, a riappropriarsi del proprio ruolo mai subordinato ma sempre femminile, a non aver paura di star da sole per un pò, di non accontentarsi di vivere storie di pseudo amore che ci fanno soffrire e delle quali ci vergogniamo come ladre, continuando però imperterrite ad esserne dipendenti, accettando soprusi che mai accetteremmo da un'altra donna.
Se gli uomini scappano vuol dire che c'è qualcuno che li insegue… noi! E loro provano, ma poi passano oltre perché non hanno più il piacere della conquista.
Le donne si offrono e gli uomini fanno i preziosi e mantengono le distanze, poi magari si lasciano andare, ma sempre poco convinti. Loro ci maltrattano, noi lasciamo fare.
Credo sia ora di dire basta. |
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