Milano, l'ambiente e Moira (Del doman non v'č certezza, chi vuol esser lieto sia)
di Sabrina Lucini
Ambiente: più ci penso e più consolido la mia idea
che a noi italiani dell’ambiente non interessa niente. Il
motivo è semplice: quando tutto andrà a rotoli sia
noi che i nostri figli non ci saremo più. E allora
chi se ne frega? Lavoriamo già tutto il giorno…
Dobbiamo pure soffrire su un tram senza aria condizionata per
andare al lavoro? Certo che no! Meglio usare la nostra macchina,
perché anche se ci mettiamo 1 ora in più avremo
tutti i nostri confort. Già che ci siamo parliamo al cellulare
ma senza auricolare, perché tanto è vero che si
parla di questi danni al cervello procurati dalle onde elettromagnetiche,
ma finché non vediamo uno che ne muore non ci crediamo
e andiamo avanti così.
Rinunciare a mettere l’ammorbidente nel bucato per inquinare
meno? Neanche per sogno: non potremmo mai rinunciare alla morbidezza
del nostro accappatoio dopo una bella doccia. E già che
ci siamo per lavarci usiamo 70 litri d’acqua. Mi sembra davvero che tutte le campagne di sensibilizzazione
finiscano in niente.
Anche questo progetto di chiudere al traffico inquinante il centro
di Milano, ahimè sembra non sortirà gli effetti
desiderati. La Giunta di destra ha infatti cercato un compromesso
con la sinistra ambientalista che ha sua volta ha dovuto trovare
una mediazione al suo interno per bilanciare la necessità
di salvaguardare l’aria che respiriamo e quella di non creare
barriere sociali all’ingresso in città. E alla fine
si sono forse dimenticati dell’obiettivo con cui era nata
l’iniziativa.
Morale: per circa 150 euro all’anno qualsiasi vecchia Panda
scassata potrà scorazzare all’interno della cerchia
dei Bastioni.
Non cambieremo mai. E non cambierà neanche lei, la mitica
Moira Orfei, che proprio in questi giorni ci sorride da tutti
i muri di Milano.
Quando la guardo non riesco a non pensare che con tutta
la lacca che si mette ogni giorno almeno una parte del
buco dell’ozono l’ha creato lei.