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Anno I, N. 4 - 01/10/07
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Siamo tutti un po' Ugly, un po' Betty
di Elena Maria Manzini

Prima di tutto, ci tengo a sottolineare che sono una tele-dipendente-maniaca senza speranza e una divoratrice cronica di serie tv americane, ecco perchè non ho potuto fare a meno di lasciarmi appassionare da Ugly Betty.

Da principio mi ha interessato perché all'interno della redazione di una fantomatica rivista leader nel settore della moda, "Mode", le perfide beghe giornaliere di un ambiente di lavoro super fashion si accavallano a sparizioni di persone, cambiamenti di sesso e omicidi. Dopo alcune puntate, la serie mi ha totalmente catturato anche perché composta da personaggi femminili talmente intriganti da far quasi completamente dimenticare la presenza del cast maschile. Ognuna di loro ha una caratteristica, un difetto o un pregio che la rende interessante da guardare:

Betty (Ugly): grassottella, cuore d'oro e mente veloce, non si preoccupa troppo di aggiustare vestiti, capelli, sopracciglia, occhiali, e indossa l'immancabile (tardivo) apparecchio fisso. Col passare del tempo però Betty non si abbellisce, anche per dimostrare che non è così essenziale guardarsi allo specchio prima di uscire di casa.

Amanda: receptionist bella e annoiata. È la fashion victim per eccellenza, corredata di spassoso amichetto gay. Il suo rituale mattutino davanti allo specchio, al contrario di Betty, prevede una lunga sessione di restyling. Questo è il suo bello: non se ne vergogna perché è la principale regola del gioco.

Wihlelmina: eterna candidata al ruolo di direttrice della rivista, rappresenta la donna con una classe talmente innata che risulta perfetta in qualsiasi occasione… almeno dal di fuori! Ogni ruga scoperta, ogni piccolo aumento di taglia: "Specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?"

Alexis: giovane, bionda, forme statuarie, ma anche intelligente e ambiziosa. Sembrerebbe sovvertire tutte le regole che reclamano la stupidità della bionde, non fosse che prima di riapparire dopo due anni di presunta morte… era un uomo. Finalmente vede sé stessa quando si guarda allo specchio.

Sofia: la produttrice della serie, Salma Hayek, ha voluto per sé il ruolo della donna bella e prorompente che si cura del proprio corpo solo perché è un tutt'uno con la sua mente.
Infatti, dirige la rivista "W" che si rivolge alle donne senza scomodare la triade vogueiana: vestiti, trucchi e accessori. E lo specchio? Serve a ricordarsi che la bellezza è un'arma!

Originariamente il format della serie è colombiano, ma numerosi sono i riadattamenti in varie parti del mondo. Tante Ugly Betty che parlano lingue diverse, che divertono, ma che fanno anche pensare. Infatti, considerando la televisione lo specchio deformante della società, questa serie, pur colorando le protagoniste di tinte da telenovela, riflette anche la nostra realtà.