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Luoghi e location
di Rossella Canevari
Nessuno di noi li ha mai visti dal vivo eppure fanno parte del nostro
immaginario in modo estremamente dettagliato. La cucina dove Rachel
e Monica di Friends parlano d’amore e cerette,
il corridoio dove risiede la mitica macchinetta del caffè
di Camera Café, il Seattle General Hospital
di Grey’s Anatomy, il salotto di Will&Grace.
E poi le spiagge di Lost, che nonostante si trovino
a Oahu l’isola più grande delle Hawaii (dove si trova
Honolulu per intenderci) i fan del serial visitano almeno una volta
la settimana, per la terza serie consecutiva. Alla stregua delle
province italiane, tutti o almeno tutti i giovani sanno dove si
trovi e cosa sia OC, l’esclusiva contea di Orange County,
in California, con le sue ville con piscina. Mentre non esiste casalinga
disperata in tutto il mondo che non si sia immaginata, anche solo
per una serata tra amiche, in una villetta di Wisteria Lane,
quelle con il prato davanti e lo scantinato sotto.
Questi e molti altri sono i luoghi e ambienti dei telefilm, quelli
in cui vivono, soffrono e muoiono i nostri beniamini. Il termine
esatto per definirli è “Location”
ovvero ambientazioni da set create o adattate ad hoc, secondo
esigenze da copione.
Luoghi chiusi e sempre gli stessi, nelle cosiddette Situation
Comedy (Sit-com), che usano solo due o tre location al
massimo per dipanare una storia che ha un inizio e una fine, in
un’unica puntata. Come Friends e Camera café. Ambienti
e spazi reali invece per i Serial in cui la città
e in alcuni casi il mondo, fa da scenario alle storie che invece
si sviluppano nelle cosiddette stagioni, composte da molteplici
puntate. Come Sex&theCity o Lost.
Nonostante spesso passino in secondo piano, l’ambientazione
e le location dei telefilm, nella nostra percezione sono importanti
tanto quanto i volti degli attori protagonisti. Oltre
ad essere lo specchio dei tempi e della storia che viviamo.
Televisivamente parlando, tutto ha avuto inizio nel vecchio
West a Forth Apache, in Arizona negli anni ’20:
è qui che Rin Tin Tin, il pastore tedesco
più famoso del secolo, salvava vite umane lottando contro
i nemici. Come continua a fare oggi il suo collega Europeo Rex,
in Germania, schivando auto e pallottole, invece che cavalli e
agguati. Negli anni ’50 è stata
la volta dei luoghi avvolti nel mistero in cui si muovevano i
protagonisti di “Alfred Hitchcok presenta”
(1955), o i luoghi misteriosi e sinistri in cui ci ha condotto
Serling, l’autore dell’archetipo dei telefilm fantascientifici
“Ai confini della realtà”(1959).
In entrambi i casi il mondo a stelle e strisce iniziava a dettare
le sue le sue leggi nel campo televisivo e i telespettatori italiani,
quando i telefilm arrivarono sui nostri schermi, iniziarono a
subire il fascino della “regione intermedia tra la luce
e l'oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro
baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere. E’ la
regione dell'immaginazione, una regione che si trova ai confini
della realtà”.
Da location e atmosfere in bianco e nero si passa negli anni
sessanta alle ambientazioni casalinghe borghesi e rassicuranti
con telefilm cult come Tre nipoti e un maggiordomo (family
affaire, 1960) e Vita da Strega (Bewiched 1964). Poi Nero Wolf,
I Jeffersons, Maxwell Smart, Dottor Who, Happy Days, Furia, Pippi
calze lunghe, I Bredy, Hazard, Arnold, La famiglia Bradford.
La lista è lunga e prevede una serie di titoli che risvegliano
nella memoria di chi li ha seguiti, ambienti, città e personaggi
che fanno parte della storia individuale e collettiva di ciascuno.
Fino ad oggi, momento estremamente fortunato per le sit-com
e soprattutto per i serial che proliferano in modo esponenziale.
Fanno Audience. Producono spettatori seriali, me inclusa, che
seduti sul divano di casa s’immedesimano nei protagonisti
e si proiettano negli ambienti in cui le vicende si svolgono.
Location, ovvero luoghi verosimili in cui la vita scorre
attraverso le ottiche di una videocamera. Abitat e microcosmi
che come diceva Aristotele, imitano la realtà
in una forma d’arte che assurge all’universale
e che testimonierà ai nostri posteri, come facevano i quadri
nel passato, i dettagli e i luoghi, anzi le location, del
nostro secolo.
LINK UTILI
Che cos’è un telefilm
C osa una sit
com
Definizione di location
www.telesimo.it
telefilmcult.blogspot.com
www.telefilmmagazine.com
3 siti per serial-dipendenti
Ai
confini della realtą, una serie CULT
un tributo
a Rin Tin Tin, Lassi e gli attori a 4 zampe
la sigla
di happy days
la sigla
di Friends
la sigla
di Gray’s Anatomy
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