Home  |  Sommario  |  Chi siamo  |  Contattaci
 
 
RUBRICHE ROSA SHOKKING

Intervista della settimana

Prospettive da BCN

Lubna

Cinema al femminile

Approfondimenti

No par condicio

Famiglia Rosa Shokking

50anni e dintorni

Sviperate

La Stronza


Archi-tette

Sbisa'rre

Video Shokking

Scatti scattati

Angoli colorati

Mondo "L"

Altre storie

Shokking Art

Style

Visti di persona

Viaggi Rosa Shokking

Detto, scritto, fatto da altre

Link
 
 
 
  Quote Azzurre
il "quotato" e il "dequotato"
 
 
Quote Rosa
la "quotata" e la "dequotata"
 
 
Ad armi pari
il sondaggione tra la quota azzurra e la quota rosa della "settimana"
 
 
 
  Grido di battaglia


Inviaci anche il tuo!
 
 
 
 
Luoghi e location
di Rossella Canevari

Nessuno di noi li ha mai visti dal vivo eppure fanno parte del nostro immaginario in modo estremamente dettagliato. La cucina dove Rachel e Monica di Friends parlano d’amore e cerette, il corridoio dove risiede la mitica macchinetta del caffè di Camera Café, il Seattle General Hospital di Grey’s Anatomy, il salotto di Will&Grace. E poi le spiagge di Lost, che nonostante si trovino a Oahu l’isola più grande delle Hawaii (dove si trova Honolulu per intenderci) i fan del serial visitano almeno una volta la settimana, per la terza serie consecutiva. Alla stregua delle province italiane, tutti o almeno tutti i giovani sanno dove si trovi e cosa sia OC, l’esclusiva contea di Orange County, in California, con le sue ville con piscina. Mentre non esiste casalinga disperata in tutto il mondo che non si sia immaginata, anche solo per una serata tra amiche, in una villetta di Wisteria Lane, quelle con il prato davanti e lo scantinato sotto.

Questi e molti altri sono i luoghi e ambienti dei telefilm, quelli in cui vivono, soffrono e muoiono i nostri beniamini. Il termine esatto per definirli è “Location” ovvero ambientazioni da set create o adattate ad hoc, secondo esigenze da copione.

Luoghi chiusi e sempre gli stessi, nelle cosiddette Situation Comedy (Sit-com), che usano solo due o tre location al massimo per dipanare una storia che ha un inizio e una fine, in un’unica puntata. Come Friends e Camera café. Ambienti e spazi reali invece per i Serial in cui la città e in alcuni casi il mondo, fa da scenario alle storie che invece si sviluppano nelle cosiddette stagioni, composte da molteplici puntate. Come Sex&theCity o Lost.

Nonostante spesso passino in secondo piano, l’ambientazione e le location dei telefilm, nella nostra percezione sono importanti tanto quanto i volti degli attori protagonisti. Oltre ad essere lo specchio dei tempi e della storia che viviamo.

Televisivamente parlando, tutto ha avuto inizio nel vecchio West a Forth Apache, in Arizona negli anni ’20: è qui che Rin Tin Tin, il pastore tedesco più famoso del secolo, salvava vite umane lottando contro i nemici. Come continua a fare oggi il suo collega Europeo Rex, in Germania, schivando auto e pallottole, invece che cavalli e agguati. Negli anni ’50 è stata la volta dei luoghi avvolti nel mistero in cui si muovevano i protagonisti di “Alfred Hitchcok presenta” (1955), o i luoghi misteriosi e sinistri in cui ci ha condotto Serling, l’autore dell’archetipo dei telefilm fantascientifici “Ai confini della realtà”(1959). In entrambi i casi il mondo a stelle e strisce iniziava a dettare le sue le sue leggi nel campo televisivo e i telespettatori italiani, quando i telefilm arrivarono sui nostri schermi, iniziarono a subire il fascino della “regione intermedia tra la luce e l'oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere. E’ la regione dell'immaginazione, una regione che si trova ai confini della realtà”.

Da location e atmosfere in bianco e nero si passa negli anni sessanta alle ambientazioni casalinghe borghesi e rassicuranti con telefilm cult come Tre nipoti e un maggiordomo (family affaire, 1960) e Vita da Strega (Bewiched 1964). Poi Nero Wolf, I Jeffersons, Maxwell Smart, Dottor Who, Happy Days, Furia, Pippi calze lunghe, I Bredy, Hazard, Arnold, La famiglia Bradford.

La lista è lunga e prevede una serie di titoli che risvegliano nella memoria di chi li ha seguiti, ambienti, città e personaggi che fanno parte della storia individuale e collettiva di ciascuno. Fino ad oggi, momento estremamente fortunato per le sit-com e soprattutto per i serial che proliferano in modo esponenziale. Fanno Audience. Producono spettatori seriali, me inclusa, che seduti sul divano di casa s’immedesimano nei protagonisti e si proiettano negli ambienti in cui le vicende si svolgono.

Location, ovvero luoghi verosimili in cui la vita scorre attraverso le ottiche di una videocamera. Abitat e microcosmi che come diceva Aristotele, imitano la realtà in una forma d’arte che assurge all’universale e che testimonierà ai nostri posteri, come facevano i quadri nel passato, i dettagli e i luoghi, anzi le location, del nostro secolo.

LINK UTILI

Che cos’è un telefilm
C osa una sit com
Definizione di location

www.telesimo.it
telefilmcult.blogspot.com
www.telefilmmagazine.com 3 siti per serial-dipendenti
Ai confini della realtą, una serie CULT
un tributo a Rin Tin Tin, Lassi e gli attori a 4 zampe

la sigla di happy days
la sigla di Friends
la sigla di Gray’s Anatomy