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Il Bosco Proibito
Il destino di un cavaliere
di Isabel Green
Cavalcando nella notte stellata un brivido gli corse lungo la schiena. Il silenzio più profondo avvolgeva la tetra pianura intorno a lui. Non sapeva che cosa lo aveva spinto ad uscire a cavallo. Eppure il suo cuore sapeva. Spesso però il suo linguaggio è oscuro. Una voce si levò sulla radura.
"Corri Valiant, fai presto, corri."
Il giovane incitò il suo cavallo ad aumentare il passo. Avvertiva l'urgenza e il pericolo in quella voce misteriosa quanto affascinante.
"Cosa fai Dener, non ti ho detto di fermarti."
"Ma lo vedi dove siamo finiti? E' il Bosco Proibito".
Il nero stallone, dotato della parola e di altri grandi poteri, aveva ragione. Erano ai margini di un luogo da cui nessuno aveva mai fatto ritorno. Valiant era disarmato eppure non si sentiva vulnerabile. Una strana energia pervadeva il suo animo.
"Torniamo indietro. È una pazzia".
"No Valiant, vieni da me. La Regina di questa foresta ti sta chiamando".
Il cavaliere non riusciva a prendere una decisione. Era ben consapevole che se si fosse addentrato in quella foresta sarebbe stato bandito dal regno. Suo padre su questo punto era inflessibile. Ma la curiosità di un animo giovane e indomito è sempre smisurata.
"Se vuoi tornare indietro,sei libero di farlo. Io proseguo."
"Ti rendi conto che se entri qui dentro non rivedrai mai più la tua casa?"
"Mi hai insegnato che ognuno è libero di scegliere il proprio destino. E questa notte il destino mi ha fatto sentire la sua voce. La carestia sta devastando questa terra. Ed io sento che la soluzione è in questa foresta. Non ho paura. Ti ripeto, sei libero di andartene"
"Lo sai che ho fatto un giuramento. Ti seguirò principe Valiant."
Il cavaliere era un po' irritato dalle parole del destriero. Dener era un compagno coraggioso e fedele ma ogni volta che lo metteva alle strette, tirava fuori la storia di questo ignoto giuramento. Molte volte aveva cercato di saperne di più, ma estorcere informazioni a Dener era praticamente impossibile.
"Allora non eri impaziente di entrare in questo posto maledetto?". Valiant si voltò per qualche istante indietro. Sapeva che suo padre si sarebbe sentito tradito. Lui però stava cercando solo di salvare quel mondo che tanto amava ma che stava decadendo.
"Perdonami padre" mormorò mentre spostava le prime fronde del Bosco Proibito. L'oscurità totale lo avvolse. Poteva sentire il battito del suo cuore e di quello di Dener.
"Dener…"
"Zitto. Non dobbiamo disturbare gli spiriti. Stringi la mia criniera e fatti coraggio."
Il giovane non se lo fece ripetere due volte e seguì il destriero.
Ad un certo punto la notte che li avvolgeva si tramutò in un'alba splendida ed accecante. Valiant si sentiva i piedi bagnati ed abbassando lo sguardo vide effettivamente di essere sulle rive di un lago dalle acque cristalline. Una sensazione di pace lo pervase. Non aveva più paura.
Mentre stava cercando di riprendersi dallo stupore una figura si stagliò all'orizzonte. Valiant dovette socchiudere gli occhi. L'ombra proveniva dalla direzione del sole che stava sorgendo. Finalmente il cavaliere vide una piccola barca bianca. A bordo una giovane donna, dai lunghi capelli ramati. Portava una candida corona ed un ciondolo a forma di stella. Le sue vesti riflettevano la luce dell'alba, abbagliando il cavallo e il cavaliere. La sua bellezza era indescrivibile.
"Benvenuto nel mio regno principe Valiant. Come vedi la mia foresta non è un luogo così maledetto come si dice in giro. Il mio nome ti rimarrà sconosciuto. Solo a pochi è concesso saperlo. Ti ho convocato qui per una missione di estrema importanza."
"Sono al tuo servizio mia Signora."
"Al di là delle montagne un malvagio signore tiene prigioniero uno dei miei cavalieri. Riportamelo ed io porrò fine alle sofferenze del tuo popolo."
"Chi è costui? E perché è così importante, mia Signora?"
"Sono io che faccio le domande Valiant. Desidero una risposta. Se accetti ti aiuterò,altrimenti esci da questa foresta e non tornarvi mai più."
Valiant capiva di non avere scelta. La giovane regina lo osservava impaziente di sentire la sua risposta. I suoi occhi verdi lo fissavano con malcelata trepidazione.
"Sono ai tuoi ordini, mia Signora."
Un sorriso splendente incorniciò il viso della donna.
"Riposati ora mio cavaliere,perché sei logoro dalla fatica. Presto ti spiegherò meglio cosa desidero da te."
Dener e Valiant si sdraiarono sull'erba soffice attorno al lago.
"Cosa ne pensi Dener?"
"Hai scelto il tuo destino giovane principe. Ora devi andare fino in fondo."
Detto questo il destriero si voltò per dormire, lasciando il giovane principe a cavallo dei suoi molti pensieri. |
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