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L'impatto ambientale su una teledipendente
di Gea

Ambiente. Devo dire che questo tema mi ha fatto entrare in crisi, visto che da brava cittadina, non sono stata dotata di una percezione dell’ambiente in senso ecologico/naturalista. La prima cosa cui ho collegato il concetto di ambiente è stato lavoro, stanze. Ho immaginato luoghi chiusi, sedie, tavoli e facce anziché alberi, foreste e animali, solo habitat metropolitani. Questo è l’ambiente che mi appartiene, sono un animale cittadino e questo è il mio habitat. Anche grattando il fondo del barile il massimo che mi viene in mente è deodorante per ambienti (nella fattispecie per il bagno).

AMBIENTE: avete mai pensato che viviamo in un ambiente che assomiglia stranamente ad un programma televisivo o un film? Ognuno ha il suo e in diversi momenti della vita o addirittura della giornata possiamo cambiare genere. La mattina quando mi sveglio di solito il mio habitat è il paese delle meraviglie, quando come il Bianconiglio passo un’ora a dire “Sono in ritardo” senza accennare ad alzarmi dal letto.

Passo poi al thriller mozzafiato, di quelli corri corri e ancora corri, che si sviluppa in risvolti a volte fantascientifici: come Armstrong sulla luna, compio gli ultimi passi verso la timbratrice in un rallenty esasperante, a volte horror quando entrando mentre i miei colleghi già tutti seduti alle scrivanie sono tranquilli ed io mi affanno a cercare di accendere il computer di volata, entra il mio capo che, proprio la volta che sono in ritardo è già arrivato e mi cazzia senza pietà.

Tutto questo solo nelle prime 3 ore della mia mattinata, roba da far impallidire il palinsesto di Canale 5.

Nell’arco della giornata passo poi al genere reality show-narcolettici, grazie alla partecipazione imprescindibile a riunioni fiume, dove tanto quelli che parlano sono sempre gli stessi. Il tutto condito da sapori stile siparietti da sit-com con special guest star il solito collega maiale che fa battute pesanti, o da talk show rigorosamente telefonici tipo conference call.

Verso sera ci si sposta verso ambientazioni romantiche per i più fortunati, western-aperitivizzanti (nel senso da saloon) per i single o addirittura per i più sfigati che vanno a fare la spesa prima di tornare a casa in programmi da rete regionale sul rincaro dei prezzi e sul risparmio. A volte se si ha un appuntamento gli sviluppi possono essere molteplici si parte con un’impacciata commedia romantica nella speranza che diventi un film hard ma si corre il rischio che diventi un horror o una commediola italiana della peggior specie. Insomma la varietà degli ambienti sulla scena non manca, anche se a volte ci si chiede se l’autore si droghi, e, nel caso, perhè non cambia pusher. Comunque in casa una pianta l’ho messa anch'io, offrendole un habitat cimiter/crepuscolare… in realtà sospetto sia già morta, quindi perfettamente ambientata.