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Uno "sviperante" occhio gay sul mondo
di B.K
Care shokkine e cari shokkini.
E' arrivato il momento di imbarcarsi su questo sottomarino (spero a tenuta stagna) che si immergerà negli aspetti più reconditi e innominati della vita rosa shokking.
Devo ammettere a me e a voi che qualche giorno fa, quando ho preso in mano il cellulare per leggere il messaggio che ha dato il via a tutto questo, pensavo che di qualsiasi comunicazione si trattasse e da chiunque provenisse, non avrebbe aggiunto o tolto nulla al mio consueto tedio domenicale. Inaspettatamente era Virginia, che mi invitava ad occuparmi di questa rubrica: uno "sviperante" occhio gay sul mondo. Ho sgranato gli occhi e cercato spasmodicamente una sigaretta che non ho trovato.
Vi confesso senza remore che non è stato facile trovare il giusto approccio verso questo progetto quindi ho cercato di immaginarmi cosa e come non avrei voluto scrivere.
Annuncio agli sventurati lettori che, contrariamente alle aspettative, questa NON sarà una rubrica GAY. Di quelle ce ne sono in abbondanza redatte, tra l'altro, da gay molto più scafati di me. Fard e lustrini saranno certamente affrontati, qualora si presenti l'occasione, ma non saranno i criteri di ricerca delle tematiche che vi proporrò.
E nemmeno mi preoccuperò di fornirvi un'asettica "chiave di lettura gay" sui fatti della società globale. Non ne ho la capacità e, a prescindere, sarebbe un gioco di ruolo piuttosto sterile.
No. Sarà piuttosto un percorso tracciato dagli occhi del sottoscritto che, certamente omosessuale, non ha tuttavia mai ridotto il suo essere ad una definzione "di genere". Ho la presunzione di ritenermi una persona ben più complessa.
Questa precisazione mi sembra dovuta. Per il resto, si aprano le danze: attualità, politica, gossip, televisione: nulla (o quasi) rimarrà inesplorato nella ricerca del famigerato pelo nell'uovo, il tutto condito, statene certi, da improponibili aneddoti vissuti in prima persona.
Chiudiamo i bocchettoni, caliamoci negli abissi. E Che Dior ce la mandi buona. |
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